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Gruppo cittadini Pilastrello
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PARMACOTTO, opera di pubblica utilità o boccone avvelenato ?
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Abitare in una zona della città vicina alla campagna rappresenta una scelta di qualità della vita che crediamo tutti noi condividiamo: aria più pulita, tranquillità, spazi a misura d'uomo. Indubbi vantaggi, nonostante gli evidenti disagi, fra cui la sostanziale assenza di servizi, una scuola elementare sottodimensionata che costringerà molti di noi ad iscrivere i figli in altri plessi in città.
Il nuovo Piano Strutturale Comunale (PSC) dovrebbe riqualificare interi comparti della città, valorizzando gli spazi verdi, creando nuovi corridoi ecologici e provvedendo a ricollocare aree produttive in luoghi più idonei. La tutela del paesaggio parrebbe assumere, nelle intenzioni del Comune di Parma, una valenza assolutamente prioritaria.
Ma quale rischia di essere la prima realizzazione del Piano Strutturale Comunale, questo strumento che, stando alle sue condivisibili premesse, dovrebbe valorizzare il territorio a beneficio della collettività?
La costruzione di un nuovo stabilimento PARMACOTTO: 25.000 metri quadrati di capannoni industriali di circa 14 metri di altezza che andranno ad occupare una superficie di oltre 7 ettari di terreno agricolo lungo via Traversetolo e via Felice da Mareto!
Un intervento decisamente inusuale, date le premesse, che solo un'opera di pubblica utilità potrebbe giustificare.
Ecco che allora assume significato la rotatoria in prossimità del Botteghino, la cui funzione prevalente sarà quella di attribuire al progetto di espansione della PARMACOTTO quella valenza pubblica che esso, palesemente, non possiede.
In sostanza, la realizzazione di una rotatoria - a cui si dovrebbero aggiungere nuovi tratti di strada il cui percorso, non ancora ben definito, si snoderà piacevolmente a fianco di via Traversetolo, solcando campi e facendo lo slalom fra le case - giustificherà un mastodontico progetto di espansione industriale su un'area agricola, probabile preludio ad una futura occupazione industriale di tutto il territorio circostante.
Il comune sta dunque tentando di realizzare questo intervento attraverso l'attivazione di un procedimento tecnico - sulla cui legittimità sorgono diversi dubbi - che dovrebbe configurarlo come utile per la collettività!
Appare del tutto evidente quali saranno i benefici di pubblica utilità derivanti dal devastante impatto ambientale di tale opera:
abnorme aumento del traffico di mezzi pesanti legato all'attività produttiva
maggiore inquinamento ambientale ed acustico
stravolgimento del paesaggio e della tipicità territoriale di un importante area a vocazione agricola.
In sintesi, un sostanziale peggioramento della qualità della vita per gli abitanti delle aree interessate.
Diverse sono le autorevoli voci che si sono levate per esprimere un netto dissenso sul progetto del Comune: Legambiente, WWF, Italia Nostra, diversi consiglieri comunali e provinciali, il Consiglio di quartiere, il Comitato Via Felice da Mareto.
Noi riteniamo fondamentale il diritto dei cittadini ad essere informati e ad esprimere la propria opinione.
In tale senso sono a disposizione questo sito internet ed i forum di discussione ad esso collegati.
UN GRUPPO DI CITTADINI residenti nella zona

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http://www.servizi.comune.parma.it/sit/
AMBITI DEL TERRITORIO URBANO
INSEDIAMENTO URBANO LINEARE
Val d'Enza
Caratteristiche urbanistiche e funzionali
Insediamenti a bassa densità a margine dell'asse stradale
Presenza alternata di tessuti residenziali e complessi produttivi
Problemi /Opportunità
Mancanza di spazi urbani riconoscibili; Bassa compatibilità fra insediamenti esistenti e esigenze di mobilità territoriale
Presenza di spazi aperti di pregio
Obiettivi generali d'ambito
Selezionare le attività compatibili e ridurre la dispersione insediativi
Obiettivi particolari e complementari d'ambito
Ridurre l'impatto del traffico di attraversamento sugli insediamenti residenziali esistenti
Mantenere le viste esistenti sul paesaggio agrario e sull'Appennino
Evitare ulteriori consumi di suolo non urbanizzato
Limitare lo sprawl
Garantire le finestre paesaggistiche
Prevedere una mobilità sostenibile (piste ciclabili)
Eliminare le attività produttive incongrue
Garantire l'allaccio delle nuove edificazioni alle fognature
Incentivare il risparmio energetico, anche attraverso interventi di bioarchitettura
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